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i sentieri dell'isola verde
L’isola d’Ischia detta anche Isolaverde offre un ampio ventaglio di scelte per gli amanti delle escursioni, hiking, trekking .
La fitta rete di sentieri consente di sperimentare appieno la convivenza tra montagna e mare, tipica di una delle piu’ belle isole vulcaniche in Europa. I sentieri si snodano sempre in contesti panoramici di grande suggestione. La morfologia dell’isola verde fa sì che molte delle passeggiate possibili su questi itinerari consentano di abbracciare con lo sguardo il mare. Vigneti, castagneti, felci, eriche e fiori selvatici. Vista panoramica verso il golfo di Napoli
Qui vengono suggeriti diversi itinerari, scelti tra i tanti per bellezza e accessibilità. Dalla montagna al mare si potranno scoprire le meraviglie dell’isola: i Sentieri della Lucertola, di Piano Liguori, i percorsi del Monte Epomeo e della Falanga dove ci sono ancora le case di pietra,e’ possibile raggiungere la vetta da diverse direzioni, da Forio passando per Santa Maria al Monte ,da Casamicciola partendo dal Rarone passando per il Fango, salendo per Crateca ,Falanga e la vetta dell’Epomeo.Da Fiaiano attraversando sorgente di Buceto la lunga passeggiata che esplora il Fondo Ferraro .
Non a caso Lamartine scriveva a proposito dell'Epomeo "luogo paradisiaco dove l'anima si innalza a Dio e dal quale l'occhio beato si espande in un panorama incantevole e meraviglioso che nessuna penna potrà riprodurre, dove si vive l'aria di un altro mondo." La stagione ideale per mettersi in cammino è la primavera, quando alberi e arbusti sono in fiore e l’aria odora di ginestra. Ma anche l’autunno regala belle emozioni, con i vigneti arrossati e l’aria tersa che consente di spingere lontano lo sguardo. I sentieri del parco sono adatti anche a passeggiate invernali, specie nelle giornate serene.
Piano Liguori
Piano Liguori: è uno dei percorsi più dolci e panoramici, si snoda tra i filari di vite di Campagnano e cantine antiche
L’antico villaggio di Piano Liguori, formato da poche case dove nella bella stagione è aperto un ristorante è raggiungibile da due strade diverse; la prima si imbocca costeggiando la chiesa in piazza, in un primo tratto la via è asfaltata poi, dopo una salita a tornanti, diventa una strada di campagna tra le balze coltivate ad uva e alberi di frutta. L’altra strada è invece meno panoramica e si prende costeggiando le case popolari di Campagnano, il percorso è più breve ed ombroso, formato da una strada a larghi scalini di pietra che porta diritto al villaggio di Piano Liguori. Chi poi da Piano Liguori volesse continuare la sua passeggiata può imboccare la strada che costeggia il ristorante e attraverso uno stretto sentiero giungere sull’altopiano dal quale si può ammirare la baia della Scarrupata a sud dell’isola. Continuando si giunge al villaggio dello Schiappone a Barano. Segnaliamo che il percorso Piano Liguori – Schiappone non è indicato per chi soffre di vertigini in quanto l’altezza è notevole e il sentiero in certi punti è molto stretto.
da Santa Maria alla Falanga
Mura a secco e case nella pietra: un villaggio nel bosco. Da Santa Maria al Monte alla Falanga
L'antico villaggio di Santa Maria al Monte con la bella chiesetta bianca, il bosco di querce della Falanga con le case antiche nella pietra, il balzo dei Frassitielli. Un percorso dal sole di Forio all'ombra dell'Epomeo
Il percorso ha il vantaggio di unire una visita ad un piccolo borgo arroccato sulla antica strada del vino di Forio con una bellissima passeggiata nel bosco della Falanga. Si parte dalla statale che da Forio conduce a Panza, si imbocca una strada percorribile con la macchina che conduce a santa maria al Monte. Un piccolo nucleo di case, un ristorante estivo ed una chiesetta bianca vi attendono dopo una salita assolata su una comoda strada molto panoramica. A fianco del ristorante comincia il percorso per raggiungere il bosco della Falanga: il sentiero è a scalinate in pietra, tra le vecchie mura di cinta che una volta delimitavano le zone coltivate a vite. Già nel settecento le viti lasciarono il posto ad una piantumazione in castagni, che divenne la riserva di caccia dei re di casa Borbone. Percorrendo la mulattiera si raggiunge un piccolo spiazzo da dove partono vari sentieri per quattro mete diverse: la Borbonica a Forio; piazza Maio a Casamicciola; l’Epomeo; il bosco della Falanga e da qui continuando Serrara Fontana. Attenzione però questi percorsi sono in parte segnati, ma in maniera piuttosto vaga con segni di pittura su rocce o alberi di colore diverso a seconda del percorso: rosso per Casamicciola e la Borbonica a Forio, giallo per l’Epomeo, blu per la Falanga. Noi qui vi proponiamo il percorso in blu, ovvero il bosco della Falanga e i frassitielli perché riteniamo che sia da questo punto di partenza il più facile da raggiungere senza una guida ed anche il più agevole, dal momento che il sentiero che conduce all’Epomeo ha un tratto ripido, non adatto a tutti, ed il sentiero che biforcandosi porta alla borbonica e a Piazza Maio è tracciato veramente male, ed è più facile percorrerlo al contrario. Dunque seguendo il punto blu vi troverete nel bosco di castagni della Falanga, con le sue primitive case in pietra, antico rifugio dei coltivatori di uva, e con le fosse scavate per conservare la neve e gli animali domestici. Dopo il tratto nel bosco giungerete ad una mulattiera panoramica che affaccia su tutto il lato ovest dell’isola. Continuano giungerete in un boschetto di acacie ed in una morbida distesa di verde, l’ideale per una sosta rilassante. Il percorso continua poi con una mulattiera in salita che vi porterà sulla strada per Serrara Fontana.
La vetta dell'Epomeo
La vetta dell'Epomeo dall'antica mulattiera
In cima all'Epomeo, una antica chiesa e un eremo su una montagna di mistica bellezza
Percorrendo la strada che porta a Fontana troverete una strada segnalata da un cartello blu con scritto Strada Militare. Il primo e lungo tratto è percorribile anche in macchina; la strada, molto bella e circondata dai castagni, a un certo punto termina e sulla destra troverete un punto di ristoro ed un sentiero in parte asfaltato, dopo qualche centinaio di metri troverete l’antica mulattiera che porta sulla vetta, la prima parte del percorso è ombreggiato e fresco, perché si cammina in una piccola gola, mentre il secondo tratto è piuttosto assolato ma incantevole: vi troverete su una distesa di roccia, antica colata vulcanica solidificatasi, nella quale gli uomini hanno tracciato uno stretto cammino che porta in cima. Naturalmente una volta guadagnata la zona più alta godrete di un panorama eccezionale, spostandovi di pochi metri potrete guardare l’isola da tutti i lati. In cima all’Epomeo troverete un ottimo ristorante – bar aperto fino al tramonto ( in agosto anche di sera). C’è poi la chiesetta di san Nicola, con annesso un antico eremo di frati; c’è da dire che purtroppo l’eremo è chiuso tutto l’anno, mentre la chiesa a volte è aperta. Qui nel giorno di San Nicola, che cade il 6 dicembre, si svolge una bella manifestazione religiosa: con la statua del santo in processione, la chiesetta e l’eremo aperti al pubblico, e l’offerta di pane e salsicce polpette e vino sullo spiazzale del sagrato. Vale la pena partecipare a questa festa dal sapore davvero genuino, anche per il fascino particolare della montagna in inverno sia che sia una limpida giornata di sole, sia che un po’ di nebbia le doni un aspetto brumoso davvero romantico. La vetta più alta dell’isola, il monte Epomeo è raggiungibile da diversi punti dell’isola, tra i sentieri che portano in cima ve ne sono alcuni di una facilità estrema, altri un po’ più difficili anche perché tracciati male, questo che vi abbiamo descritto è il più semplice, ma ve ne sono anche altri, tutti segnalati nei nostri percorsi con la spiegazione dettagliata del grado di difficoltà.
I Pizzi bianchi
I pizzi bianchi di Serrara Fontana. Sculture scolpite dal vento
Quando la natura ci si mette sfoggia tutte le sue armi per rapire ed incantare e dal suo cappello di prestigiatrice escono paesaggi fatti apposta per bloccare la voce in gola. Stupore alla vista di un luogo che si fa fatica a credere reale, lattee sculture di roccia scolpite dal vento. I pizzi bianchi a Serrara Fontana appaiono all’improvviso lungo la mulattiera che una volta collegava la zona alta dell’isola con la spiaggia dei Maronti
Questo non è solo un itinerario naturalistico è qualcosa di più, è una mostra d’arte della grande madre che ha scolpito e continua a plasmare, in questo angolo remoto dell’isola di Ischia, dei menhir di tufo bianco, bianco come la calce.
Tu arrivi dalla stradina campestre, circondata dalla consueta bellezza della macchia mediterranea.
Niente lungo il cammino fa sospettare che svoltato l’angolo ci sia un paesaggio lunare, di metafisica bellezza.
Sono lì muti come solo le rocce possono esserlo, vicini eppure lontanissimi perché sembrano stati deposti sull’erba da un altro pianeta.
I pizzi bianchi.
Li osservi e vengono in mente mille accostamenti, mille figure, guglie di una cattedrale gotica, colonne di un tempio surreale, donne altissime in abito da sposa, ed ancora, ancora.
Rapinosa e algida la natura dell’isola di Ischia mostra il suo lato più misterioso, qui a Serrara Fontana, la natura è arte.
Per raggiungere i Pizzi Bianchi occorre arrivare a Serrara Fontana nella frazione di Noia.
Si imbocca una vecchia mulattiera, e si discende lungo un sentiero agevole ma non segnalato. Poi la mulattiera termina e comincia un sentiero più piccolo scavato tra le pareti di tufo, dopo pochi metri giungerete ai Pizzi Bianchi.
Volendo potete proseguire l’itinerario giungendo fino alla spiaggia dei Maronti.
Attraverserete un altopiano che si affaccia sulla sorgente dell’Olmitello e poi imboccherete un sentiero in discesa che attraversa dei terreni privati.
Si tratta di un percorso non indicato a chi soffre di vertigini.
Informatevi presso la reception del vostro hotel sull'isola di Ischia o presso la direzione della casa vacanza dove dimorate ad Ischia, su quali sono le linee di bus Eav - Sepsa che fermano nella frazione di Noia a Serrara Fontana.